“Il tempo senza ore” di Luca Favaro si aggiudica il premio Prunola 2017

Una vittoria inaspettata

Gentile concorrente,
siamo felici di comunicarle che è stato selezionato tra i finalisti per il premio Prunola nella sua sezione di riferimento. La ringraziamo per partecipare, e saremo felici di averla tra i presenti alla serata di premiazione che si terrà il giorno 11 marzo 2017 alle 21.00 presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto.
Coi più cordiali saluti,
Andrea Tralli – Segreteria Premio Prunola

Questo è il messaggio che ho trovato nella mia casella postale.
Ho la fortuna di aver pubblicato il mio primo romanzo con la “Nulla die“, una casa editrice che punta molto sui concorsi letterari per far conoscere e promuovere i suoi autori.
Il giorno in cui ho ricevuto la proposta di partecipare al premio Prunola, il mio libro era da poco stato insignito, all’IBRSC di Belluno, del premio d’Onore della giuria. Tutto sommato ero abbastanza soddisfatto del risultato raggiunto, vista la serietà dell’istituzione in questione. Così ho partecipato al Prunola senza grosse aspettative a dire la verità, dal momento che Il tempo senza ore appartiene ormai al 2015, e si sa che, di questi tempi, i libri hanno vita sempre più breve in ottica di visibilità e promozione.
Con molta gioia ho accolto la notizia di essere stato scelto tra i dieci finalisti, e con altrettanto piacere ho anche constatato la presenza di alcuni miei “compagni di scuderia”. Non ne ero sorpreso a dire la verità: la “Nulla die” ha sempre curato benissimo la qualità dei suoi libri.
Ho accettato ben volentieri di essere presente alla serata di premiazione, che si è tenuta presso il Teatro Accademico di Castelfranco, situato proprio nel centro di una cittadina deliziosa. La serata è stata davvero magica. Già il fatto di essermi imbattuto nella vetrina di una libreria situata nei pressi del teatro coi libri dei finalisti esposti, mi ha donato un’emozione inspiegabile.

Accompagnato da mia moglie e dai miei figli, non nascondo che la prima sensazione è stata quella di essere un pesce fuor d’acqua. L’ambiente era davvero signorile, elegante; non che non apprezzi questo genere di atmosfere… più che altro non me ne sono mai sentito parte, così come ho sempre faticato a percepirmi “scrittore”. Il fatto poi di aver avuto l’impressione che diversi autori e membri della giuria si conoscessero, ha fatto emergere in me il pensiero: “Ci risiamo. Le solite cose all’italiana…”.

Insomma, in quel preciso momento avevo la sensazione che la mia presenza alla serata fosse totalmente inutile, tanto non avrei comunque vinto, e con quello spirito mi prestai alle foto dei giornalisti; in fondo, che c’era di male? Ero in gioco ormai, e dovevo giocare. Avrei passato una piacevole serata in compagnia dei miei familiari, in un teatro accogliente, immersi nella cultura e nell’arte della parola scritta e recitata da una bravissima lettrice, cosa ormai sempre più rara in un Paese come il nostro, dove si vive la sensazione che l’arte, la musica e la letteratura stiano esalando, se non l’ultimo, il penultimo respiro. Poi ce ne saremmo tornati a casa.
La situazione ha cominciato a prendere una piega diversa quando sono stati chiamati sul palco i quattro finalisti della sezione “narrativa edita”, e tra essi, ho sentito il mio nome. In quel momento ho cominciato a realizzare che forse non me ne sarei tornato a casa semplicemente da finalista, ma avrei portato con me quanto meno una Menzione d’Onore, che invece fu assegnata ad altri. Ma quando furono menzionati i nomi del secondo e terzo classificato, realizzai che ero io il vincitore.
Il tempo senza ore ha vinto il premio Prunola. Incredibile!

In quel momento ho rivissuto tutte le difficoltà che hanno costellato la mia pur esigua carriera di scrittore; quante mail inviate a vuoto, quante porte sbattute in faccia, quante umiliazioni inflitte da editori che non avevano esitato a trattarmi con una certa sufficienza, quasi a dirmi: “il tuo libro non è granché, se te lo pubblichiamo è per farti un piacere, per questo dovresti pagare, perché sai, siamo una grossa casa editrice e per rendere il tuo romanzo alla nostra altezza dobbiamo lavorarci sodo”. In quel momento mi è tornato in mente il giudizio lapidario di un agente letterario, che dopo aver letto il manoscritto decretò che avrei fatto meglio a cancellarlo definitivamente, non trovando nel mio stile di scrittura la benché minima traccia di talento, consigliandomi senza mezzi termini di dedicarmi ad altro. Ma in quel momento mi ricordai anche delle tantissime persone che mi avevano sempre sostenuto, senza smettere di credere in me, che mi avevano incitato, aiutato a muovere i primi passi nel difficile ma affascinante mondo dell’editoria, e a crescere in ambito letterario. Insomma, alla fin fine si tratta di luci e ombre, che insieme disegnano il mio profilo di scrittore, se così posso autodefinirmi.
Grazie a tutta la giuria del premio Prunola, grazie a Giuseppe Palladino e a Riscrivimi che da subito hanno creduto nel mio romanzo accettando di lavorarci su, grazie ai miei editori e a tutti i miei lettori, che ancora non ho capito quanti siano, ma non importa: è la qualità a fare la differenza.

Grazie a tutti!

di Luca Favaro

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