Il cacciatore di manoscritti

Lorenzo Latini* intervista Giuseppe Palladino

 

Chiunque si sia cimentato almeno una volta nella vita in quel magico processo che è la scrittura creativa, conserverà di certo un racconto, una raccolta o magari un romanzo nel cassetto. Inviarlo alle maggiori case editrici non è sufficiente: il materiale che ricevono è talmente grande da non poterlo neanche prendere in considerazione, nella maggior parte dei casi. Ma se volete un parere onesto, professionale e competente, è il caso che vi rivolgiate all’Agenzia Letteraria “Riscrivimi”, creata nel 2009  dal cepranese Giuseppe Palladino. Lui saprà guidarvi con coscienza e disponibilità nell’intricata giungla dell’editoria, e non solo.

Giuseppe, ci spieghi di preciso cosa fa un’agenzia letteraria?
«È un ponte fra lo scrittore e l’editore. Poniamo il caso che una persona abbia un manoscritto nel cassetto e desideri pubblicarlo. Tra le opzioni che ha di fronte, c’è quella – che consiglio vivamente – di rivolgersi a un’agenzia letteraria, che valuta il testo,  ne analizza il potenziale e mette in rilievo punti deboli e punti di forza, affinché si possa intraprendere con l’autore un percorso in grado di condurre l’opera alla migliore stesura. Solo a quel punto l’agente inizia a sottoporre il manoscritto alle case editrici che ritiene idonee. Il fine è quello di coniugare al meglio le aspirazioni dell’autore e le richieste del mercato con le reali possibilità commerciali di un’opera».

Quali sono i passaggi che portano alla pubblicazione di un libro?
«Non c’è uno schema preciso. Posso dire, in linea teorica, quale sarebbe il percorso ideale. Anzitutto far analizzare il manoscritto da un professionista e, se necessario, sottoporlo a un editing che ne esalti le potenzialità e lo renda appetibile su un mercato assolutamente saturo. Poi chiedere l’intermediazione di un agente che sappia a chi rivolgersi per trovare al romanzo una collocazione dignitosa, in grado di ripagare l’autore degli sforzi fatti. Una volta in casa editrice, il testo viene sottoposto a un ulteriore percorso di correzione, se non altro per adattarlo alle norme redazionali di quella specifica realtà. Un giro di bozze, poi l’impaginazione e quindi la stampa».

Che cos’è l’editing?
«È un lavoro molto profondo sul testo, che riparte dall’analisi dello scheletro, dei tre atti strutturali e del sistema dei personaggi. Una vera e propria vivisezione dell’opera, capace di registrarne gli equilibri e dare uniformità allo stile, di tagliare dove la narrazione si appesantisce e innestare dove la trama diventa debole. Ovviamente non parliamo di un discorso unilaterale, che l’autore deve accettare supinamente, bensì di un lavoro aperto, in cui lo scrittore deve comunque “ritrovarsi” e percepire come la sua opera abbia acquistato valore, mantenendo un’identità incorruttibile».

Da quanto tempo fai questo lavoro?
«Faccio l’editor dal 2007. Dopo la laurea in Lettere e un’esperienza in RaiNews24, sono stato assunto dal gruppo editoriale Albatros, e ho lavorato per loro circa 7 anni. Una grande palestra! Lì ho avuto modo di conoscere a fondo il mondo dell’editoria e di seguire passo dopo passo l’intero percorso di stampa di un testo, partecipando anche alle più importanti fiere del libro italiane. A un certo punto, però, ho sentito l’esigenza di lavorare in proprio, e ho cominciato, da editor free lance, a collaborare con tante altre case editrici e studi editoriali. Inoltre, nel 2011, ho condotto in radio la trasmissione d’intrattenimento letterario Riscrivimi legge. Perché infatti nel frattempo era nata l’agenzia che adesso dirigo. Riscrivimi si occupa di analisi e valutazione del potenziale dei manoscritti, editing e rappresentanza editoriale».

In media, quanti manoscritti leggi in un anno?
«Bella domanda! Un numero impressionante, anche perché in agenzia forniamo il servizio di prima lettura gratuita. Volendo fare una stima, sicuramente più di 200 manoscritti l’anno, cui bisogna aggiungere i libri che leggo per passione».

Un consiglio per gli aspiranti scrittori?
«Non lanciarsi da soli nella giungla del mercato editoriale. Senza il supporto di un professionista, si rischia di “bruciare” il proprio lavoro, accettando proposte poco dignitose o non in grado di esaltare l’opera. È necessario poi far sempre analizzare il proprio scritto ad un addetto ai lavori, per avere un parere che possa illuminare lo scrittore sull’effettiva validità del proprio operato. Consiglio inoltre di rivolgersi sempre a un bravo editor prima d’inviare il romanzo a una casa editrice: le scrivanie degli editori sono piene di manoscritti da analizzare; se un autore è fortunato, otterrà pochi minuti di considerazione. Se non riuscirà a catturare la loro attenzione, avrà perso un’occasione forse irripetibile».

* Lorenzo Latini, giornalista, collabora con diversi siti web d’informazione e approfondimento. Da pochi mesi è uscito per Augh! edizioni il suo ultimo romanzo: Come Dennis Bergkamp (o l’amore ai tempi del giornalismo sportivo precario)

Condividi